
Le tartarughe sono tra gli animali da compagnia più affascinanti e longevi. Con il loro carattere tranquillo e i movimenti lenti riescono a conquistare grandi e piccoli, ma proprio questa loro apparente semplicità porta spesso a sottovalutare le loro reali esigenze. In realtà, una tartaruga ha bisogno di cure specifiche, di un’alimentazione corretta e di un ambiente adatto per vivere in salute anche per decenni. Capire quando va in letargo, cosa deve mangiare e come prendersene cura durante tutto l’anno è fondamentale per garantirle una vita lunga e serena.Uno degli aspetti che incuriosisce maggiormente è il letargo. Le tartarughe terrestri appartenenti alle specie mediterranee, come la Testudo hermanni, la Testudo graeca e la Testudo marginata, entrano naturalmente in letargo quando le temperature iniziano ad abbassarsi. Generalmente questo periodo va da novembre fino a marzo, ma può variare leggermente in base al clima della zona in cui vivono. Durante il letargo il metabolismo rallenta drasticamente: il cuore batte più lentamente, il consumo di energia diminuisce e l’animale vive sfruttando le riserve accumulate nei mesi precedenti.
È importante sapere che il letargo non deve mai essere forzato. Una tartaruga malata, troppo giovane o sottopeso potrebbe non essere in grado di affrontarlo in sicurezza. Prima dell’arrivo dell’inverno è sempre consigliabile verificarne lo stato di salute e controllare che abbia un peso adeguato. Nei giorni che precedono il letargo l’animale riduce spontaneamente l’appetito fino a smettere completamente di alimentarsi, consentendo all’intestino di svuotarsi. Questo passaggio è essenziale perché eventuali residui di cibo potrebbero fermentare durante il periodo di inattività provocando gravi problemi di salute.

Le tartarughe che vivono all’aperto scelgono autonomamente un luogo riparato dove interrarsi, preferendo terreni asciutti e ben drenati. Per proteggerle dalle gelate più intense è possibile aggiungere uno strato di foglie secche, paglia o corteccia, evitando però materiali che trattengano troppa umidità. Chi vive in zone particolarmente fredde dovrà prestare ancora maggiore attenzione affinché il terreno non geli completamente.
Le tartarughe acquatiche, invece, seguono regole diverse. Alcune specie possono andare in una sorta di letargo se vivono all’esterno in laghetti sufficientemente profondi, mentre gli esemplari allevati in acquario vengono generalmente mantenuti attivi tutto l’anno grazie al riscaldamento dell’acqua e all’illuminazione artificiale.L’alimentazione rappresenta uno dei pilastri della salute delle tartarughe. Molti proprietari commettono l’errore di offrire lattuga o frutta in grandi quantità, pensando di fare la scelta migliore. In realtà le tartarughe terrestri sono prevalentemente erbivore e necessitano di una dieta ricca di fibre e povera di zuccheri. Tarassaco, cicoria, piantaggine, malva, trifoglio e radicchio costituiscono alcuni degli alimenti più indicati. Anche le erbe spontanee rappresentano un’ottima risorsa, purché raccolte in aree non trattate con pesticidi.Le tartarughe acquatiche, al contrario, hanno esigenze nutrizionali differenti e seguono una dieta più varia. In commercio sono disponibili mangimi completi studiati appositamente per soddisfare il loro fabbisogno nutrizionale, ai quali è possibile affiancare piccoli pesci, gamberetti, insetti o vegetali a seconda della specie. Anche in questo caso è importante evitare alimenti improvvisati o troppo ricchi di grassi.
Oltre all’alimentazione, anche l’ambiente gioca un ruolo fondamentale. Le tartarughe terrestri hanno bisogno di ampi spazi esterni dove camminare, scavare e prendere il sole. L’esposizione ai raggi solari è indispensabile per la sintesi della vitamina D3, fondamentale per fissare il calcio nelle ossa. Se vengono allevate in terrario è necessario installare lampade UVB di qualità, sostituendole periodicamente perché con il tempo perdono efficacia anche se continuano a illuminare.Osservare quotidianamente il comportamento della propria tartaruga permette di individuare precocemente eventuali problemi. Un animale attivo, con occhi aperti e brillanti, respirazione regolare e buon appetito è generalmente in buona salute. Al contrario, sintomi come occhi gonfi, naso che cola, difficoltà respiratorie, inappetenza prolungata o un carapace che appare morbido richiedono una visita presso un veterinario esperto in animali esotici.

Con le giuste attenzioni una tartaruga può vivere moltissimi anni, diventando una vera compagna di vita. Il segreto è rispettare i suoi ritmi naturali, offrire un’alimentazione equilibrata e ricreare un ambiente il più possibile simile a quello che troverebbe in natura. Ogni stagione porta esigenze diverse, ma con qualche semplice accorgimento sarà possibile garantire benessere, salute e una crescita armoniosa per tutta la sua lunga vita.
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